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INCERTA FEMINA di Valentina Crivelli

Valentina Crivelli, Incerta mulier

Per il secondo anno consecutivo L’idea di Maria.Luisa Amatori. raccoglie la proposta avanzata dall’Associazione DELOS e presenta una mostra di arte contemporanea, curata da Domenico Iaracà e patrocinata dal Comune di Vicenza.

Protagonista della personale è l’artista umbra Valentina Crivelli presente con acrilici su tela, anche di notevoli dimensioni, e assemblaggi di tela di un bianco abbacinante, tanto più se accostati ai monocromi dei ritratti. Le opere esposte si dividono quindi in due grandi gruppi: i ritratti e gli autoritratti che mirano a ricomporre l’immagine di una donna e dei suoi dubbi – da qui l’epiteto incerta che ricorre nel titolo della mostra – e crisalidi di stoffa fissati nella colla e nel gesso. Se nel primo gruppo parlano le immagini più consuete, da quella di una donna allo specchio mentre si trucca, o mentre si mette in posa per una foto, nella parte più recente e, soprattutto, più privata della produzione dell’artista il ruolo di donna è incarnato negli oggetti tradizionalmente più legati al suo destino di sposa. Stiamo parlando infatti del corredo nuziale che l’artista, rinnegando un ruolo preconfezionato richiestole dall’ambiente in cui è cresciuta, trasforma in materia d’arte. Ecco che lenzuola e tovaglie vengono ridotte in brandelli e ricomposte in parvenze, in gusci svuotati ma comunque conservati in teche protette dal vetro. Unico il titolo che ricorre nelle opere di questa produzione, Glass coffin, con riferimento a quella bara di cristallo delle fiabe in cui l’unico motivo che riesce a sciogliere il sonno eterno delle protagoniste è il compiersi di quel ruolo assegnato loro dalla società, ovvero le nozze e la maternità. Pur non sminuendo l’importanza di queste scelta, l’artista critica invece l’obbligatorietà di questo passaggio senza il quale una donna rischia, ancor oggi, di esser considerata incompleta.

La condanna non manca neppure nelle immagini apparentemente più tradizionali. La scelta del momento del trucco, ad esempio, parla di una quotidianità di una donna che cura il suo aspetto per un osservatore che la valuta e la soppesa per il solo aspetto esteriore. E questo fin dalla più tenera età: non a caso l’opera in cui la condanna è più dirompente rappresenta una bambina in una posa che rimanda ad attenzioni ed aspettative di un pubblico adulto. Il caleidoscopio delle immagini femminili è completato poi da ritratti e autoritratti in cui la normalità del quotidiano riprende fortunatamente spazio. Tante immagini che cercano di ricomporre un’immagine di femminile ogni giorno più difficile da sintetizzare in poche parole.

Valentina Crivelli, Incerta mulier, presso L’idea di Maria Luisa Amatori, Piazza dei Signori a Vicenza 56,

dal 7 al 28 marzo 2015, nel quadro del progetto S/oggetto- oggetto per Latente>diffusa promosso dall’associazione DELOS Vicenza, a cura di Domenico Iaracà