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Il fragilismo, a creative visionary viewpoint

Il Fragilismo di Sotirios Papadopoulos

Pensieri:

Dall’inizio dell XX secolo, la creazione artistica si colloca sotto il segno del “Bello”.Unico scopo degli artisti: celebrare la belezza, rivelarla, crearla.

Gia’ verso la fine del XIX secolo e nel corso del XX piu’ fattori sono stati responsabili del mutamento di questo fatto, fattori come la bruttezza delle grandi citta’ come risultato di una discriminata industrializzazione, la coscienza (…) di una modernita’fondata sull’idea della “morte di Dio”, il crollo dei valori umanitari – risultato delle tragedie a livello planetario, ecc.

Tutti questi elementi hanno sconvolto la concezione tradizionale dell’ arte, che non si limita piu’ all’esaltazione di un bello come tale. In virtu’ ad una specie di espressionismo generalizzato, la creazione artistica, intenda aver a che fare con tutta la realta’ degli esseri umani e con l’immaginario umano.

Non avendo piu’ di mira solo il Bello (se non dal punto di vista stilistico), non esita a ricorrere alle rotture e alle deformazioni piu’ estreme. 

Una creazione artistica degna di questo nome, che intende indagare tutto il reale, deve perseguire entrambe queste finalità: dar voce indubbiamente la parte violenta, sofferente della vita, così come tutte le forme derivanti da questa vita genera, ma anche continuare a rivelare la componente di bellezza potenziale che l’universo vivente racchiude in sè.

Ogni artista, come Dante, deve esplorare allo stesso tempo l’inferno e il paradiso. L’arte autentica, è per sè una conquista dello spirito. Essa eleva l’uomo alla dignità del creatore stesso. Esso, attraverso le sue forme rinnovate, tende verso la vita aperta, abbattendo gli steccati dell’abitudine e schiudendo un mondo nuovo di vivere, sentire, relazionare, concepire, dialogare…… respirare e gustare.