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Alexander Isaac Photography

Alexander Isaac Photography

BY REDAZIONE · 21 FEBBRAIO 2014

Alexander Isaac Photography, apre la sua pagina facebook con la frase:

“ sono un fotografo amatoriale che sta cercando la sua strada..”

Una serie di messaggi subliminali tempestano le sue foto LIFE, GOD, TIME, ONE, UNION,….

Numeri e parole che si nascondono all’interno di ombre e sorrisi di giovani fanciulle “caravaggiesche” e facce di studenti in protesta o musicisti ambulanti e danzatori tra le strade e le piazze di una Vicenza “diversa”, non in mostra, non perfetta ma fatta su misura per che la tiene nel cuore.

“..Siamo sempre piu’ vicini, vogliamo volare piu’ in alto possibile, Noi umani non abbiamo limiti a parte quelli che poniamo noi stessi. Non fermarti, diventa sempre di più, sii LIBERO ….”

Questa e’ una frase che accompagna uno dei suoi progetti intitolato ICARUS.

Alexander e’ un 17enne erede di un futuro incerto, viaggiatore di una strada in salita affiancata da “campi di domande mature” e lui usa la sua Arte come scudo e la sua visione come spada, trascinando attraverso il suo obiettivo una generazione che deve adattarsi in un nuovo mondo, ripristinando i veri valori.

Valori di bellezza interna, amicizia sincera, rispetto, cultura, ecologia.
Alexander considera l’Arte della fotografia un vero vocabolario di sensazioni, luce, ombre e messaggi.
Captare il momento che sfugge attraverso dettagli difficilmente individuabili a occhio nudo, è la sua mission.
I suoi ritratti sono frutto di approfondimenti emotivi e le sua immagini legate alla natura e alla città assumono dimensioni spirituali e poetiche.

Alexander e’ solo un giovane che ha scoperto precocemente la maniera di esprimere il suo linguaggio artistico attraverso l’obiettivo fotografico.

La fotografia e’ una passione e le passioni sono dei semi che devono essere coltivati e rendere (raccolti utili) per un pubblico oggi cosi confuso, ma con enorme sete di Bellezza, incoraggiamento e visioni nuove e positive.
Annoda i momenti alla luminosità e la musica alle voci nascoste in scenografie quasi Metafisiche che talvolta sembrano uscite dai quadri di De Chirico.
Tutto questo in una città come Vicenza, vista con gli occhi di chi e’ consapevole della propria responsabilità sociale.