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Doris Salcedo al Guggenheim di New York

La colombiana Doris Salcedo è un’anti-diva che detesta farsi fotografare e non ama le interviste. Più che parlare, preferisce ascoltare: le sue opere nascono dalle “narrazioni di persone senza nome in attesa che qualcuno racconti il loro dolore”.
Le sculture della Salcedo, esposte al Guggenheim Museum di New York dal 26 giugno al 12 ottobre, raccontano le storie delle vittime della violenza che insanguina la Colombia, tra guerre civili, narcotraffico e una feroce repressione politica. Spesso i materiali sono oggetti appartenuti a persone reali: le camicie bianche impilate, trafitte da tondini metallici dell’opera Camisas sono quelle dei coltivatori dei bananeti Honduras e La Negra, uccisi dai paramilitari.
In Atrabiliarios alcune nicchie chiuse da una membrana suturata con fili chirurgici contengono le scarpe di donne desaparecidas.
“estratto dall’articolo di Franco Fanelli”